Come riconoscere il Porcino velenoso! Leggete un po’ qui …

Ciao, lo sapevate che non tutti i porcini sono commestibili!?

Noi l’abbiamo scoperto da poco…..  In natura esistono tantissime varietà di porcini, ovviamente da fare in brodo, risotto, essiccati; ci sono davvero moltissime ricette per gustare questo buonissimo fungo ma prima dobbiamo stare attenti a cosa compriamo o ancora meglio cosa raccogliamo perché in natura esiste un porcino che non è assolutamente commestibile! Il Boletus satanas Lenz, indicato comunemente come Porcino malefico è un fungo tossico della famiglia dei porcini. Ma per evitare che possiate cadere in fallo  e scambiarlo per un docilissimo e saporitissimo porcino ecco qui la lista delle caratteristiche “ tecniche” di questo fungo.

Il cappello: 10-30 (40) cm di diametro, carnoso, emisferico, poi convesso-appiattito, biancastro, bianco-verdastro o bianco-grigiastro, glabro e liscio, con piccole screpolature al centro; diventa bruno quando manipolato. Nell’esemplare vecchio diventa gnoccoso, si storce.

Pori: piccoli, rotondi, rosso-sangue o rosso-arancione verso il margine, viranti nel verdastro.

Tubuli: giallognoli o giallo-verdastri, corti, al tocco virano nel blu.

Gambo: ovale o globoso, tozzo, compatto, ingrossato alla base, color giallognolo (giallo rosso) o giallo-arancio; nella parte alta (l’attaccatura al cappello) ricoperto da un fine reticolo a piccole maglie di colore rosso-vivo.

Carne: soda, compatta, biancastra, assume rapidamente al taglio una tinta rossiccia che dapprima vira nel viola oppure nel blu tenue, successivamente nel grigio.

In ogni caso il porcino malefico lo riconoscrete subito dall’odore forte e sgradevole che lo contraddistingue…. Tutt’altro che piacevole! L’odore è come di muffa, di cadavere, e al sapore inizialmente appare dolciastro e di noce in un primo momento per poi diventare acre e fastidioso.

Cresce su terreni calcarei, sotto latifoglie, dalla primavera all’estate e, talvolta, anche nella prima metà dell’autunno.

Molto velenoso, provoca vomiti persistenti.

Secondo alcuni (non so sei siano pazzi o meno) in alcune zone della Sicilia e della Francia viene consumato senza problemi dopo opportuni trattamenti (bollitura, salamoia e/o essiccazione), io però personalmente non mi fido e ne sto alla larga!