“DOLCI DI NATALE” TIPICI LOMBARDI

Per Sant’Ambrogio abbiamo deciso di attenerci alla tradizione Milanese raccontandovi i dolci tipici lombardi….ecco qui la nostra top ten di dolci lombardi.

Il Panettone

È il re del Natale. Gustato a  colazione con il latte, oppure come chiusura pasto con il caffè. È un dolce lievitato, tipico di Milano, all’inizio cotto “libero” sulle teglie e risultava basso e largo ma poi introducendo il pirottino di carta si è sviluppato in altezza. Solo dal 1919 si raggiunge la lievitazione di 36 ore e l’uso di 2 “quintalate” di burro per renderlo più goloso.

La Veneziana

Passate le feste di Natale e in previsione del Capodanno, la tradizione meneghina vuole che il panettone lasci il posto alla sua versione senza uvetta, la soffice e burrosa veneziana. Un dolce dall’impasto soffice, con i canditi e ricoperto da una glassa croccante di nocciole e mandorle.

La torta del Paradiso

Leggera e soffice, nasce a Pavia nel laboratorio del maestro pasticciere Enrico Vigoni che, dopo aver appreso l’arte dolciaria a Milano, inaugurò nel 1878 la sua pasticceria nel cuore della città, proprio davanti all’Università. Si racconta che un frate erborista della vicina Certosa di Pavia, eludendo le severe regole monastiche, uscisse dal monastero per andare alla ricerca di erbe curative. Durante le sue segrete passeggiate, giunse fino a Parona, dove incontrò una giovane sposa che gli diede la ricetta della torta. Una volta scoperto dal priore, il frate erborista fu rinchiuso dentro le mura della Certosa e qui, per consolarsi, non gli restò che dedicarsi alla preparazione della torta. Il suo impasto soffice e delicato piacque immediatamente a tutti i monaci che la soprannominarono “torta del Paradiso”.

La bisciola (Sondrio)

Tramandato da oltre 200 anni è “il panettone delle Alpi” del nord lombardia: nasce da un impasto a base di farina di segale lievitato naturalmente per 36 ore, arricchito con uva sultanina, miele, noci e fichi secchi. Prodotta tradizionalmente a Sondrio, in Valtellina.

Il pan de mej

Il nome mej deriva dalla parola miglio, farina che fino al XVII secolo si usava abitualmente nella panificazione e nella preparazione dei dolci, fino a che fu sostituita dalla farina di granturco. Un dolce che rendeva felice i bambini e che si conservava da un anno con l’altro.

La persicata (Brescia)

Uno dei dolci bresciani più importanti, la persicata è stata inventata dai contadini locali per ricordare durante l’inverno il gusto dei frutti estivi. Si tratta di una confettura a base di pesche e zucchero, che diventa nsa da poter essere tagliata in piccoli parallelepipedi, poi ulteriormente ricoperti di zucchero.così de

La sbrisolona

Dolce povero a base di farina di mais, farina bianca e zucchero miscelate nelle stesse quantità. Un dolce campagnolo dalla consistenza friabile. Nelle versioni più antiche, inoltre, non si usavano né burro o strutto, né uova, che invece oggi sono accolte nei ricettari moderni per favorire la manipolazione dell’impasto e diminuire la friabilità del dolce e il suo eccessivo sbriciolamento.